Che belli i Mondiali. Anche senza Italia, anche in un Paese che non concede i più basilari diritti civili e sociali, anche nel bel mezzo di una stagione agonistica che mai avrebbe dovuto essere fermata con questa deprecabile lunga pausa invernale, anche nell’edizione che più di tutte puzza di petroldollari corrotti lontano un miglio, la magia della Coppa del Mondo resta unica e inimitabile. Solo in questa competizione si possono vivere certe emozioni. Solo in questa competizione possono accadere cose che non stanno né in cielo e né in terra, e che ci fanno sentire molto più vicini al calcio di una volta.
Protagonista del più clamoroso colpo di scena di questa vigilia dei Mondiali è una delle più importanti Nazionale africane. Sappiamo benissimo quanto certe federazioni siano straordinarie, impossibili da odiare, con il loro semidilettantisimo e la loro organizzazione così lontana dall’iper-professionismo europeo. Un dilettantismo che sa di verità, per certi versi.
Le africane in passato ci hanno regalato perle drammatiche come quella di Joseph Mwepu dello Zaire nei Mondiali tedeschi del 1974, zanzare fastidiose come quelle delle vuvuzela nel 2010, in Sudafrica, imprese sportive clamorose come quelle del Camerun nel 1990 o del Senegal nel 2002, ma anche debacle assurde, rimaste nell’epica dello sport. Mai, però, si era assistito a qualcosa del genere. Perché un’africana, e non un’esordiente, rischia di debuttare in questa competizione… “mettendosi a nudo”.
A regalarci questo nuovo momento indimenticabile è stato il Ghana, conosciuto anche come il Brasile d’Africa. Una Nazionale che in passato ha avuto picchi di qualità, ha incrociato l’Italia nel trionfale Mondiale 2006, ha regalato al calcio giocatori del calibro dei fratelli Ayew, il loro padre Abedi Pelé, Asamoah Gyan, Kwadwo Asamoah, Sulley Muntari. Insomma, non proprio l’ultima delle “cenerentole”.
Eppure, in vista dell’esordio, in programma il 24 novembre contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo, la squadra rischia di dover scendere in campo senza magliette. Stando a quanto riferito da Canal 2 International, infatti, i dirigenti avrebbero dimenticato a casa le maglie ufficiali dei calciatori per questa edizione.
Un problema risolvibile? A quanto pare non così facilmente. La Federcalcio ha infatti chiesto di spedire tutto il materiale subito dopo essersi accorti dell’errore, ma la lentezza delle poste ghanesi potrebbe costringere la squadra allenata da Otto Addo a scendere in campo, al debutto, con una maglietta sostituiva. E sarebbe davvero la ciliegina sulla torta di un Mondiale partito con il piede sbagliatissimo e che sta cadendo, giorno dopo giorno, nel baratro del ridicolo, se non anche dello squallore, e per ben altri motivi…
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